Tag: mistica

  • Mistik Yalanci

    Mistik Yalanci

    Autore: Celalettin Berberoğlu
    Titolo: Mistik Yalancı
    Editore: Atlas Akademi
    ISBN: 978-6057839480
    Formato: 140 × 200 mm
    Pagine: 266

    Presentazione

    Mistik Yalancı è un’opera dedicata al mondo del sufismo e alla tradizione mevlevi, costruita come un intreccio di memorie, racconti, riflessioni e meditazioni sul cammino interiore.

    Il titolo, che può essere reso in italiano come Il bugiardo mistico, richiama in modo paradossale il limite della parola di fronte alla verità spirituale: ciò che appartiene all’esperienza profonda dell’anima non può essere completamente racchiuso nel linguaggio, ma può essere soltanto evocato attraverso immagini, ricordi, gesti, simboli e racconti. Da questa prospettiva, il “mistico” non pretende di possedere la verità, ma accetta l’inadeguatezza delle parole davanti al Mistero.

    Il volume si colloca nell’orizzonte della spiritualità di Mevlana Rumi e della via dei dervisci rotanti, dando spazio ai temi del sema, della disciplina interiore, della preghiera, dell’amore e della trasformazione dell’ego. Il percorso proposto è insieme personale e sapienziale: non un trattato astratto, ma una testimonianza viva, fatta di esperienza, devozione, memoria e ricerca.

    Mistik Yalancı rappresenta una pubblicazione significativa per il percorso della Fondazione Camelot, perché arricchisce il dialogo con il sufismo e con la tradizione mevlevi, mettendo al centro il rapporto tra parola e verità, tra esperienza mistica e vita quotidiana, tra amore spirituale e cammino di consapevolezza.

    Disponibile in pdf tradotto in italiano:

    Il Mistico Bugiardo

    Per informazioni scrivere a bergerac.gabriele@gmail.com oppure a paolafrancioli@gmail.com

  • La santa cupola verde

    La santa cupola verde

    Titolo: La santa cupola verde
    Editore: Verdechiaro
    ISBN: 978-88-6623-026-7
    Formato: 140 × 210 mm
    Pagine: 176

    Presentazione

    La santa cupola verde è un’opera dedicata al sufismo e al dialogo spirituale tra Occidente e Oriente, costruita come un percorso narrativo, mistico e filosofico sulle tracce della tradizione sufi e dei Mevlevi.

    Il libro accompagna il lettore verso la città santa di Konya, in Turchia, luogo profondamente legato alla figura di Jalal al-Din Rumi e alla spiritualità dei dervisci rotanti. La “santa cupola verde” diventa così immagine simbolica di un centro interiore e spirituale, verso il quale si orienta un cammino fatto di ricerca, ascolto, poesia, contemplazione e apertura al Mistero.

    Attraverso una narrazione intensa e partecipe, Gabriele Bianchi propone un incontro con l’Islam mistico più colto e sapienziale, lontano da ogni riduzione ideologica o integralista. Il sufismo viene presentato come una via dell’anima, capace di parlare anche all’Occidente cristiano e di ricordare le radici comuni di una cultura fondata sulla bellezza, sulla profondità interiore e sulla ricerca dell’unità.

    La santa cupola verde rappresenta una pubblicazione significativa per il percorso della Fondazione Camelot, perché mette al centro il dialogo tra tradizioni spirituali, la riconciliazione tra mondi culturali diversi e il cammino dell’essere umano verso una più ampia consapevolezza di sé e del Mistero.

  • Testamento di un derviscio

    Testamento di un derviscio

    Autore: Gabriele Bianchi
    Titolo: Testamento di un derviscio. Un cammino attraverso il sufismo
    Editore: Fondazione Camelot Onlus Firenze
    ISBN: 979-8390241431
    Formato: 216 × 279 mm circa
    Pagine: 408

    Presentazione

    Testamento di un derviscio. Un cammino attraverso il sufismo è un’opera dedicata alla ricerca spirituale e al mondo del sufismo, inteso non soltanto come tradizione religiosa, ma come via interiore di trasformazione, conoscenza e apertura al Mistero.

    Il volume accompagna il lettore in un percorso che attraversa la storia, la filosofia e la mistica, mettendo in dialogo gnosticismo, cristianesimo, Islam, neoplatonismo e spiritualità orientali. Al centro dell’opera vi è l’idea del cammino: un viaggio esteriore e interiore, nel quale la ricerca della verità passa attraverso il distacco dalle forme rigide dell’ortodossia, la libertà della coscienza e l’esperienza viva dell’amore spirituale.

    La figura del derviscio diventa simbolo di una disposizione dell’anima: povertà interiore, ascolto, disciplina, abbandono dell’ego e desiderio di ricongiungersi alla Bellezza e all’Armonia universale. Il sufismo è presentato come una via poetica e sapienziale, capace di unire profondità filosofica, esperienza mistica e riconciliazione tra Oriente e Occidente.

    Testamento di un derviscio rappresenta una pubblicazione significativa per il percorso della Fondazione Camelot, perché esprime una ricerca orientata alla crescita della coscienza, al dialogo tra tradizioni spirituali e alla riscoperta di una dimensione dell’essere umano aperta al Mistero, alla compassione e alla trasformazione interiore.

  • Il profumo dell’anima

    Il profumo dell’anima


    Autore: Gabriele Bianchi
    Titolo: Il profumo dell’anima / The scent of the soul
    Editore: Fondazione Camelot ETS
    ISBN: non indicato
    Formato: non indicato
    Pagine: non indicate

    Presentazione

    Il profumo dell’anima è un’opera dedicata alla dimensione interiore dell’essere umano e al cammino spirituale come ricerca di senso, purificazione e conoscenza profonda di sé.

    Il titolo richiama l’idea di una realtà invisibile ma percepibile, una qualità sottile dell’anima che si manifesta attraverso la coscienza, la bellezza, la meditazione e l’apertura al divino. L’opera si colloca in un orizzonte di riflessione mistica e filosofica, nel quale l’esperienza spirituale non è intesa come fuga dal mondo, ma come trasformazione dello sguardo e riscoperta della profondità dell’esistenza.

    Il volume invita il lettore a interrogarsi sul legame tra interiorità, tradizione sapienziale e ricerca della verità, ponendo in dialogo sensibilità diverse e percorsi spirituali accomunati dal desiderio di oltrepassare la superficie delle cose. In questo senso, Il profumo dell’anima rappresenta una pubblicazione significativa per la Fondazione Camelot, perché unisce ricerca filosofica, apertura alla dimensione mistica e attenzione alla crescita della coscienza umana.

  • Il profumo dell’anima. La via Sufi e le sue radici neoplatoniche

    Il profumo dell’anima. La via Sufi e le sue radici neoplatoniche

    Titolo: Il profumo dell’anima. La via Sufi e le sue radici neoplatoniche
    Autore / Relatore: Gabriele Bianchi
    Qualifica: Maestro Sufi
    Evento: MythosLogos 2025 – XII edizione
    Luogo: Atrio del Palazzo comunale, Sarzana
    Data: Domenica 6 luglio 2025
    Orario: 21:00
    Organizzazione: La Giubba APS
    Ambito: festival della sapienza, filosofia, arte e cultura dell’antichità greca e latina

    Presentazione

    Il profumo dell’anima. La via Sufi e le sue radici neoplatoniche è l’intervento di Gabriele Bianchi all’interno di MythosLogos 2025, festival dedicato al dialogo tra sapienza antica, filosofia, arte e culture spirituali.

    L’incontro propone un confronto tra sufismo, mistica neoplatonica, spiritualità cristiana e tradizioni orientali, mettendo al centro il tema dell’anima come luogo di trasformazione interiore, conoscenza e apertura al Mistero. La via sufi viene presentata non soltanto come una tradizione religiosa, ma come un cammino sapienziale fondato sull’amore, sulla purificazione dell’ego, sulla bellezza e sulla ricerca dell’unità.

    Il titolo Il profumo dell’anima richiama una dimensione sottile e invisibile dell’esperienza spirituale: ciò che non si lascia possedere attraverso il concetto, ma si manifesta come intuizione, presenza, armonia e profondità del vivere. In questo senso, il riferimento alle radici neoplatoniche consente di leggere il sufismo in dialogo con una più ampia storia della mistica, nella quale l’anima tende a ricongiungersi alla sua origine attraverso conoscenza, contemplazione e amore.

    L’intervento si inserisce in modo significativo nel percorso della Fondazione Camelot, perché mette in relazione spiritualità sufi, filosofia neoplatonica e ricerca interiore, valorizzando il dialogo tra Oriente e Occidente e la crescita della coscienza come cammino verso una più ampia unità dell’essere.